la mia terra, la mia gente

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Sono sempre più gravi gli effetti della crisi e quello che si prevede è ancora peggio.
Però a guardare bene ci accorgiamo che:
a) l'inflazione è in calo
b) il prezzo del carburante diminuisce
c) le bollette saranno meno care
d) i tassi di interesse in fase discendente con effetti positivi quali, tra gli altri: miglioramento delle casse dello stato per via di minor costo del debito pubblico, oneri finanziari più bassi per le imprese, tassi sui mutui in calo per le famiglie.
Sono tutti elementi positivi che in situazione di mercato "normale" rappresentano punti di forza per una politica economica di espansione. Ma ... non è così. Sono dati che si inseriscono in un quadro economico internazionale di crisi senza precedenti:
1) borse in picchiata
2) recessione economica galoppante
3) imprese in chiusura
4) licenziamenti a catena
Il mondo economico-finanziario è in caduta libera ...
Allora cerchiamo di capirci qualcosa.
Dunque, io credo di non sbagliarmi dicendo che la crisi avvantaggia chi lavora senza timore di perdere il posto. A parità di reddito, infatti, vedrà, per effetto dei cali generalizzati , un incremento del suo potere reale di acquisto.
Il vero problema investe chi il lavoro lo perderà ... I NUOVI DISOCCUPATI che perderanno il posto per effetto della chiusura delle attivita' imprenditoriali datrici di lavoro. I dipendenti pubblici a tempo indeterminato, per esempio, si avvantaggeranno. Gli operai della fiat ( o indotto) no. I dipendenti di piccole e medie imprese ancora meno. Infatti i primi potranno usufruire della Cassa Integrazione Guadagni (CIG), mentre per i secondi sarà dura, anzi durissima.
Allora basterà aiutare questi ultimi e il gioco è fatto ... Purtroppo non è così semplice. Perchè? Perchè l'Italia ha un debito pubblico enorme che per effetto della crisi tende ad aumentare (minori attivita>minori entrate nelle casse dello stato > maggior deficit per via di spese non tagliate). Siamo in un vicolo cieco. Tutte le categorie economiche del paese chiedono aiuto: le imprese per non chiudere e mantenere il livello occupazionale, i dipendenti precari e disoccupati per sopravvivere in un contesto privo di prospettive di ripresa a breve.
Come se ne esce? Qua se si accontenta uno si scontenta l'altro, ma sia gli uni che gli altri sono necessari per la ripresa: senza le imprese non si crea ricchezza e lavoro, senza lavoro non si crea la ridistribuzione del reddito che alimenta i consumi ed il risparmio che rappresentano le basi dell'economia di mercato.
Già è un casotto...
In questi casi bisogna scegliere. La politica serve a questo. La coperta è corta (veramente lo è da molti anni ormai, visto che i tempi delle vacche grasse è finito).
Allora:
a) aiuto alle banche? penso di sì per ovvi motivi !
b) aiuto alle imprese? ovviamente sì !
c) aiuto alle famiglie ? certo che sì !
Ma le coperture per tutti ci sono? La risposta è scontata: no!!!
Il fatto è che per rispondere nel merito bisognerebbe almeno sapere a quanto ammontano le necessità. Qua stiamo di fronte ad un pozzo senza fondo. Ogni giorno ne esce una nuova ...
E poi vale la pena difendere le imprese senza prospettive pur di mantenere i posti di lavoro? O è meglio sostenere direttamente il lavoratore facendo chiudere le imprese che non hanno futuro?
Io dico che è meglio difendere il lavoratore anzichè l'impresa destinata a chiudere. Aiutare surrettiziamente significa spendere due volte: una subito e l'altra successivamente.
Franceschini PD ha avanzato l'idea di aiutare chi in questa crisi perderà il lavoro (precari, licenziati) e non godranno della copertura della CIG (prevista solo per i dipendenti delle grandi aziende). Credo che il Governo debba prendere la proposta in seria considerazione: valutare, prima di dire no pregiudizialmente, l'effettivo costo e la reperibilità delle adeguate coperture. Deve entrare nel merito e, se risulta fattibile, darne attuazione dimostrando che viene prima l'interesse degli italiani e poi quello di "bottega politica".
Lo ritengo giusto per un fatto di equità sociale. Se sforzo dobbiamo fare questo è quello giusto. Ne vale sicuramente la pena. La legge del mercato " profitto, profitto, profitto" deve avere un limite.
Creare ricchezza va bene, redistribuirla con meccanismi di equità sociale è un must !!!
Ciao max 