la mia terra, la mia gente
Come in ogni saga che si rispetti anche i Di Pietro, mbà Tonin e Cristiano, hanno adottato la solita soluzione all'italiana.
Cristiano si è dimesso.
Bene, direte voi. Vista la sbandierata purezza dell'ex PM (bellarrobb), Cristiano con un atto di coerenza politico-familiare si è dimesso ... del resto per un politico al di sopra di ogni sospetto basta, appunto, solo un sospetto per dimettersi !!!
Allora tutto bene ciò che finisce bene?
Macchè !!!
Udite udite. Il Cristiano si è dimesso dal partito ... madò e che cosa mai vorrà significare? Niente.
Significa che rimane nelle sue cariche amministrative di CONSIGLIERE comunale e provinciale.
Ma le telefonate le ha fatte a nome del Partito (sarebbe peggio?) o in veste di amministratore? Dimettendosi solo dal partito vuol dire che le ha fatte a nome del partito, cioè in nome del padre ...
Mbà Tonin, con Cristiano suo figlio fuori dall'IDV, è a posto e chissenefrega se nello stesso tempo il rampollo potrà continuare a fare le telefonate che vuole ... come si dice ... occhio che non vede cuore che non duole ... o, meglio, orecchio (cornetta) che non sente ...
In pratica Cristiano potrà continuare a fare quello che ha fatto fino ad ora? Sì, ma con la differenza che non lo farà più in nome del padre ...
Ciao max 
da Il Tempo
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/12/27/968961-spunta_sistema_italia_valori.shtml
Ed in effetti, il nodo della vicenda è rappresentato proprio dalla figura dell'ex Provveditore alle opere pubbliche della Campania, Mario Mautone, e del «sistema» che ruotava attorno a lui, in cui spesso si trovano coinvolti a vario titolo personaggi di primo piano del partito di Antonio di Pietro. È proprio intercettando Mautone, in un'altra inchiesta, che la Direzione antimafia di Napoli si trova a scoprire le trattative sospette tra l'imprenditore Alfredo Romeo e mezza giunta comunale di Rosa Russo Iervolino. E, da quanto trapela, la figura di Mautone (ad oggi agli arresti domiciliari) sarebbe coinvolta in altre gravi inchieste giudiziarie i cui sviluppi saranno presto pubblici.
Del resto, il profilo di questo grand commis dello Stato, come viene tratteggiato dagli atti dell'inchiesta Romeo, è denso di ombre, specie per quanto riguarda i suoi rapporti con la politica e le clientele. Ed è in quest'ottica, spesso non penalmente significativa ma moralmente e politicamente di tutto rilievo, che vanno letti i suoi rapporti con l'entourage dell'allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, il quaule certamente era inconsapevole di tutto: a leggere le carte sembrano più i suoi ad approfittare della vicinanza con l'esponente del governo Prodi. Con il figlio Cristiano, innanzitutto, del quale nei giorni scorsi si è ampiamente scritto sulla stampa (ieri l'Idv ha fatto sapere in una nota che «non risulta indagato e non ha mai ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Napoli»).
Con il capo della segreteria ministeriale del leader dell'Italia dei Valori, il sorrentino Nello Di Nardo. E anche con il senatore Nello Formisano, oggi al vertice del partito dipietrista in Campania, all'epoca dei fatti (nel 2007) capogruppo dell'Idv in Senato, e con il cugino omonimo di quest'ultimo. Quando Mautone vuole sistemare il suo fedelissimo vice, Mauro Caiazza, piazzandolo al vertice di un Provveditorato o alla Regione Lazio prima che le elezioni alle porte possano spazzare via il governo Prodi, è proprio al senatore Formisano che si pensa: «Un intervento anche di Formisano anche a livello di regione Lazio sarebbe fondamentale».
Nelle intercettazioni registrate dai carabinieri napoletani ricorrono numerose telefonate tra Mautone e Formisano su nomine e persone da sistemare, specie all'interno del ministero retto all'epoca da Di Pietro. Come quando il 30 agosto il senatore dice al Provveditore: «È quasi fatta per Iadevaia» (come sostituto di Mautone, annotano i militari dell'Arma). O quando Mautone ricorda a Formisano «di non dimenticarsi della situazione di Salvatore Russo», in corsa per una promozione, sottolineando che «non dobbiamo far perdere questa cosa».
Naturalmente, Cristiano Di Pietro, Nello Formisano e Nello Di Nardo non sono gli unici dipietristi a trattare favori con Mautone. Ci sono per esempio i rapporti che Mautone intrattiene con il consigliere comunale Diego Venanzoni (che ha avuto un breve flirt con l'Idv, poi finito) e con il suo padre Francesco (già finito agli arresti per reati contro la pubblica amministrazione): le telefonate sono mirate ad ottenere un appalto per un'impresa legata al politico dipietrista, il cui titolare in una occasione viene personalmente accompagnato da Venanzoni nell'ufficio di Mautone. La raccomandazione andò a buon fine.
E' tutta una macchinazione ai danni di Di Pietro?
Non credo. Ma se lo fosse sarebbe meritata? Credo ancora di no. Certo che desterebbe un certo scalpore se mbà Tonin non dovesse prendere provvedimenti ... proprio Lui ... sarebbe una contraddizione troppo forte, uno "sputtanamento" politico in piena regola proprio ora che sta raccogliendo i frutti del giustizialismo radicale ed oltranzista.
Ma, come ama dire il nostro Mani Pulite, la giustizia deve fare il suo corso ... nel frattempo che ce ne frega ... andiamo avanti allo stesso modo.
Dimissioni di Cristiano? ... nooooooo !!!!!!!!
E che c'azzecc ???
Saluti da max 
Il progetto della Regione era chiaro anche prima della Finanziaria 2007, con la quale il Governo Prodi decideva la chiusura delle Comunità montane: azzerare e commissariare le Comunità montane al di sotto dei 600 metri. Nichi Vendola - inaugurando l'ultima edizione della Fiera dell'Agricoltura di Foggia - aveva dichiarato che avrebbe cancellato "quelle comunità montane che nascono senza montagne, perchè sono enti che riproducono apparati, clientele che non servono a niente. Io non ho pregiudizi - concluse Vendola - però le tante Comunità montane della Puglia sono uno scandalo nazionale che va cancellato". Ieri la parola decisiva sulla sorte delle Comunità montane pugliesi, pronunciata dal consiglio Regionale, che ha approvato il disegno di legge ''Norme per il conferimento delle funzioni e dei compiti amministrativi al sistema delle autonomie locali'', un provvedimento che favorisce l'autonomia degli Enti locali, e detta le regole per la soppressione delle comunità montane. Già soppresse dalla finanziaria 2007, le comunità montane pugliesi passano da sei ad una sola, quella dei Monti dauni meridionali. Dal prossimo mese spariranno presidenti e consiglieri delle Comunità, mentre i dipendenti saranno trasferiti agli Enti che ne assorbiranno i compiti: le province o le Unioni di Comuni che potrebbero formarsi per assolvere alle funzioni finora svolte dalle Comunità. Entro un mese, quindi, il presidente della Giunta Regionale nominerà i commissari liquidatori delle Comunità montane senza monti. In Capitanata spariranno, quindi, la comunità dei Monti dauni settentrionali, e quella del Gargano. La prima montana solo al 20%, con il picco minimo di 78 metri di altitudine in agro di Casalnuovo Monterotaro, la seconda con la maggior parte dei comuni in riva al mare.
http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=40651
Bene. Ancora una volta sull'altare del risparmio degli altri, cioè nostro, viene sacrificata la nostra terra e la nostra gente. E' vero che gli enti inutili costano e pertanto vanno tagliati.
Già, inutili e costosi. Così la nostra Comunità è inutile e costosa ?
Da fonte certa la spesa annuale della Comunità Montana, appena soppressa e che ha sede a Casalnuovo, "COSTA" ben 87 mila euro ANNUI (pari allo stipendio di 3 consiglieri Regionali). I finanziamenti che gestisce, infatti, sono di "derivazione" da altri Enti (Regioni, Europa, ecc).
La sua inutilità sembra poter essere smentita dai fatti. Sia per quanto avvenuto in passato sia per quanto in corso con il PIT 10. Senza considerare, poi, l'occupazione diretta di cittadini delle nostre zone (con ricchezza che rimane sul territorio). Possiamo, è vero, discutere sul merito delle scelte effettuate, ma dire che è un ENTE INUTILE è un pò eccessivo. Ed è eccessivo se pensiamo che la decisione di chiudere si basa su una valutazione tutt'altro che economica. Si è deciso di tagliare in base all'altezza media del territorio. Una buffonata visto che proprio Casalnuovo è considerata mediamente alto 78 metri in quanto comprende sia Monterotaro che il Fiume (h = 0). Il paradosso è che così la nostra Comunità Montana risulta soppressa pur avendo le montagne più alte della Puglia ...
La verità è che la Regione Puglia non è stata in grado di elaborare un serio piano di riordino, ma si è limitata a tagliare dimostrando, ove ce ne fosse ancora bisogno, tutta la sua insensibilità nei cfr della nostra terra. Nè i nostri rappresentanti sono stati in grado di "farsi rispettare". Come al solito Foggia a Bari non conta nulla. Foggia e soprattutto la Provincia di Foggia per Vendola non esistono.
Ma la cosa che più sorprende è l'assordante silenzio degli organi rappresentativi della Comunità e delle forze politiche - quali? - presenti (?) sul territorio ...
Ma questa è un'altra storia ... lassam perd ca jè megl ...
Ciao dal vs max
Sono un nuovo blogger in questo mare magnum e sono solo un maximinimum ...
Mi chiamo maximinimum, ma per gli amici semplicemente max.
Mi piace scrivere.
Sono attaccato alla mia terra e alla mia gente. Terra di provincia. "Periferia della periferia" come mi piace definirla per sottolinearne la progressiva marginalizzazione.
Mi piace la mia gente ... sicuramente un pò provincialotta (per forza ...) ma tenace, caparbia, testarda, apparentemente burbera ma con un cuore grandissimo.
C'è da fare, c'è sempre qualcosa da fare... e lo sforzo è immane. Da soli, pur se caparbiamente orgogliosi, non ce la possiamo fare.
Il Subappennino dauno (settentrionale o meridionale che differenza fa?) è terra di frontiera, limite e confine non solo di due Regioni (Puglia e Molise), ma di modi di essere e di essere recepiti. Vive in uno stato di abbandono e cosa ancor più grave nell'indifferenza generale con la negazione della stessa esistenza sociale della sua gente, della mia gente.
L'indifferenza è pericolosa (più dell'abbandono) ma è altrettanto pericoloso il lasciarsi andare, la rassegnazione a non potercela fare ...
mah! speriamo nel 2009? La speranza, si sa, è sempre viva !!!!
Ciao e auguri di un felice e sereno 2009 !!!
max
